giovedì 31 ottobre 2019

Corso Diritto Canonico della Chiesa Ortodossa Italiana






Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita
ROMA – via Appia Nuova, 612 – 00179 Roma

Corso Diritto Canonico
della Chiesa Ortodossa Italiana

Materie:
SOMMARIO
Norme Generali
– Disposizioni Generali
- Principio di giurisdizione territoriale
– Scopi
– Adesione e Fedeli
- Vocazione Missionaria della Chiesa

L’Organizzazione Centrale della Chiesa
– L’Organizzazione
– Organi Amministrativi Centrali
-  L’Arcivescovo - Metropolita
– Organismi Deliberativi Centrali
– Il Santo Sinodo
– attribuzioni del Santo Sinodo
– Commissioni sinodali
- Il Consiglio Nazionale Ecclesiastico
- Attribuzioni del Consiglio Nazionale Ecclesiastico
– Commissioni del Consiglio Nazionale Ecclesiastico
– Il Cancelliere e la Cancelleria
– Il Portavoce
– Il Camerlengo o  Tesoriere
– L’Avvocatura Apostolica
– La Curia Apostolica

L’Organizzazione Periferica della Chiesa
– L’Organizzazione Locale
– La Diocesi
– Prelatura Apostolica
– L’Esarcato
-   Il Consiglio Diocesano (o Esarchiale o della Prelatura Apostolica)
– La Curia Diocesana
– Il  Decanato (o Vicariato)
– La Parrocchia
– Il Clero parrocchiale
-  Il Consiglio Parrocchiale
– La Missione
– Rettorato
– Cappellania

Organizzazione Monastica e Vita consacrata
-  il Monastero
– Eremo e Lavra
– La Direzione del Monastero
- Società di Vita Apostolica
– Archimandritato o Abbazia Territoriale

Strutture Accademiche e Ministero della Parola
- Apostolato e comunicazione multimediale
– Strutture Accademiche della Chiesa
-  Accademia Ortodossa San Nicodemo l’Aghiorita
-   Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo
– Accademia San Nicola  di Myra

– I Chierici
– Clero
– Ordini Sacri
- Incardinazione
– Episcopato
– Sede Episcopale Vacante
– Presbiterato
– L’Esorcista
– Diaconato
– Ipodiaconato
– Lettorato
– Cantore
– Accolitato
- Catechiesta
- Sacrestano
– Elezione e nomina dei membri del Clero
– Doveri dei Chierici
– Escardinazione

I Religiosi
– Vita Consacrata
– Monaci
– Oblati
– Confratelli
– Esclaustrazione, Espulsione, Dimissione dallo stato religioso

Le Associazioni di Apostolato
– Confraternite ed associazioni  di laici
  Opera Ortodossa Mensa dei Poveri
– Confraternite del Buon Samaritano
  Fraternità Ortodossa
- Associazione “ Orthódoxi proskýnima ”
– Confraternita Templare San Giacomo de Molay
– Confraternita San Michele Arcangelo

La Dottrina Ortodossa
– Canone Biblico della Chiesa Ortodossa Italiana
- Credo
- Formula d'Unione
- Calendario liturgico
– Riti Liturgici
– Feste e preghiere
- Giorni di penitenza e digiuno
- Eresie  condannate dalla Chiesa Ortodossa Italiana
– Difesa della Patria, Pace e Guerra
- Difesa della Vita ed Aborto
– Posizione della Chiesa sui Trapianti
– La Riproduzione assistita – Genetica - Clonazione
-  Morale Sessuale
-  Difesa della Creazione

Gli Organi di Giustizia
– Tribunali Ecclesiastici
  Il Tribunale Diocesano
– Tribunale Ecclesiastico Nazionale
– il Santo Sinodo quale organo giurisdizionale straordinario
-  Il Patrono Giudiziale
– Postulazione e glorificazione dei Santi
- La Postulazione dei Santi
- La Glorificazione dei Santi

Sacri misteri – Sacramenti e Sacramentali
– I Misteri o Sacramenti
-  Sacramentali  (Consacrazioni e Benedizioni)

Diritto Matrimoniale
– Il Matrimonio Ortodosso
- Sul matrimonio del Clero
– Cause di separazione dei coniugi
- Seconde nozze
– Il Fidanzamento Ortodosso

Dei delitti e delle pene
– La Legge Ecclesiastica
– Obblighi e diritti dei fedeli
– Le Sanzioni ecclesiastiche
– Delitti  contro la fede, l’unità, la libertà e l’autorità della Chiesa
-  Delitti ecclesiastici specifici
– Perdita dello Stato Clericale

I luoghi di culto
- Luoghi sacri
– Le Chiese 
– I Cimiteri

Legazioni Apostoliche e Amministrazione della Chiesa
- Legazioni Apostoliche
- Obolo di San Paolo
– Amministrazione della Chiesa

La Didascalia Apostolica

I Fondamenti della concezione sociale (Dottrina Sociale Ortodossa – documento del Concilio Goibilare dei Vescovi della Chiesa Ortodossa Russa)

I Canoni dei Concili Ecumenici

Ai presenti verrà mandato un Libro col Codex Canonum della Chiesa Ortodossa Italiana e materiale in pdf.
Verranno mandate anche lezioni al momento non inserite su questo piano di studi.
Al completamento degli studi verrà rilasciato un Diploma di partecipazione al Corso utile per accedere agli ordini sacri della nostra Chiesa.
Ai partecipanti si chiede un contributo volontario di almeno 200 euro , da versare sul

C.C.B. UNICREDIT n. 103887904
intestato a Chiesa Ortodossa Italiana

IBAN:  IT59H0200805218000103887904)

Con casuale: corso Diritto Canonico COI

La nostra Chiesa offrirebbe volentieri il corso gratuitamente a coloro che volessero partecipare, ma stampare il materiale didattico costa e non vorremmo abusare troppo dell’invio in pdf perché il materiale potrebbe essere ripreso ed utilizzato anche da altri, e ciò preferiremmo evitarlo.
Ai disoccupati e alle persone che non possono oggettivamente sostenere tale spesa perché in difficoltà economiche chiediamo almeno un contributo di 50,00 euro.

Un fraterno abbraccio in Cristo.
Dott. Prof. Filippo Ortenzi
Rettore dell’Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita


lunedì 16 settembre 2019

L'ing. Ambrogio Giordano nominato Pro Rettore dell'Accademia Ortodossa San Nicodemo L'Aghiorita

L'ing. Ambrogio Giordano 
nominato Pro Rettore dell'Accademia Ortodossa San Nicodemo L'Aghiorita
Il prof. dott. ing. Ambrogio Giordano, Presidente Nazionale della Fraternità Ortodossa, Gran Priore Vicario della Confraternita di San Michele Arcangelo e membro del Consiglio Nazionale Ecclesiastico della nostra Chiesa è stato nominato Pro Rettore dell'Accademia Ortodossa San Nicodemo L'Aghiorita.


L'ingegnere è una persona di notevole cultura, dopo aver ottenuto i diplomi di Geometra e di Perito Agrario ha conseguito diverse lauree: Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazioni - Ingegneria Civile - Scienze Criminologiche - Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale nonché si è specializzato in numerose materie, quali: domotica, patologia ambientale, certificazione energetica degli edifici, Energy Manager, Progettazione Aree ed Edifici Verdi, Progettazione e Costruzione Case in Legno, Autocad, Progettista in Cartografia numerica e sistemi di pianificazione Servizi Urbani e numerose altre specializzazioni. Collaboratore del giornale telematico Il Frizzo di Lucera (FG) e Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico dell'associazione culturale Rinascita e Rose ha posrtato l'Accademia anche nella città di Foggia, ove ha preso sede in viale Alfonso I D'Aragona n. 4

venerdì 13 settembre 2019

Tutela religiosa ed educativa dell'Infanzia e dell'Adolescenza



 Tutela religiosa ed educativa 
dell'Infanzia e dell'Adolescenza

 Pubblichiamo ul documento preparato dall'Osservatorio per la tutela religiosa ed educativa dell'Infanzia e dell'Adolescenza predisposto da padre Paolo Roberto Manca, Dirigente di Comunità-Tecnico per i servizi Socio Assistenziali e Pedagogici nonché Gran Priore della Confraternita Scout Ortodossi d'Italia.
 


L'art. 9 della Convenzione riconosce al genitore, seppure nei limiti già citati, la libertà di manifestare la propria religione mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti nonché quella di modificare il proprio credo. La libertà - diritto, al contempo individuato anche come dovere, del genitore di educare il figlio nel rispetto delle proprie convinzioni religiose è riconosciuto, anche, dagli artt. 29 e 30 Cost., seppure contemperato dall'esigenza di dover tenere conto della inclinazione naturale e aspirazione del minore, come prescritto dall'art. 147 c.c.. Tale
bilanciamento delle posizioni è ampiamente condiviso dalla dottrina ma, in concreto, potrebbe dar luogo a situazione non facilmente risolvibili.
E' indispensabile sottolineare come l'art.2 della Costituzione assicura il riconoscimento e la garanzia dei diritti inviolabili dell'uomo (quale quello del minore alla formazione della coscienza) sia come singolo sia nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità (dunque, in primis, nella famiglia). Ne deriva che il problema religioso non riguarda solo l'eventuale contrasto tra il credo dei due genitori ma anche quello tra bambino e genitori in merito all'orientamento religioso da seguire.
A questo punto interviene la consapevolezza religiosa e l'amore tra i due coniugi, perchè privando la vita dai contrasti, vivendo in un armonioso stile di vita religioso, spirituale e sociale, il bambino potrà seguire coscientemente senza vincolo psicologico la fede dei propri genitori.

La religione rappresenta così il fulcro per l'eduzazione del bambino, e attraverso essa insegnare i principi morali, sociali e pedagogici insdispensabili per la crescita del fanciullo, che poi diverrà adolescente e infine un adulto responsabile e pronto a servire la Chiesa ma sopratutto il prossimo.
L'osservatorio nasce per garantire al fanciullo e all'adolescente una continua educazione morale, fondata sui pilastri dell'educazione alla legalità, all'altruismo e alla fratellanza, garantendo in oltre la corretta crescita della sua psiche attraverso una serie di attività familiari create per armonizzare la convivenza nelle mura domestiche.
A questo vanno aggiunti i vari articoli della carta dei diritti dell'infanzia, aprocciandosi ad essi attraverso l'esperta analisi dell'educatore e del genitore.
La libertà religosa del bambino è indispensabile, ma sopratutto da tutelare, visto il radicarsi sopratutto nelle scuole della religione Cattolica. Annullando così l'insegnamento della storia delle religioni, trasformando quell'ora di lezione in un proseguimento dell'insegnamento della sola religone Cattolica, già insegnato nelle chiese Cattoliche attraverso il Catechismo. E' importate inserire in futuro all'interno delle scuole la materia di storia delle religoni e creare nelle chiese della Chiesa Ortodossa Italiana delle classi di Catechismo, dove si insegnano i principi fondamentali della religione Ortodossa e la differenza tra Ortodossia e Cattolicesimo, così da non creare incomprensioni e dubbi nella mente del fanciullo.
Sottolineo che l'osservatorio ha come fondamentale principio quello di tutelare il bambino e l'adolescente, dal punto di vista educativo, fisico, psicologico e religioso.

domenica 16 dicembre 2018

L'albero di Natale è una tradizione introdotta da San Bonifacio apostolo dei Germani

L'albero di Natale è una tradizione introdotta da San Bonifacio 

apostolo dei Germani

san Bonifacio - Apostolo dei Germani

L'usanza di addobbare un albero per festeggiare il Natale è una tradizione antica, risalente al 724 quando un Vescovo d’origine britannica, San BONIFACIO, apostolo dei germani (e attuale patrono della Repubblica Federale Tedesca) addobbò un abete sempre verde con candele accese per ricordare la nascita di Gesù Cristo, vera Luce del mondo. Tale tradizione si diffuse rapidamente tra le popolazioni germaniche, prevalentemente tra quelle che in seguito adottarono la riforma protestante luterana (Germania, Danimarca, paesi scandinavi e baltici).
Tallin, capitale dell’Estonia rivendica di essere stata la prima città al mondo dove è stato eretto un albero di Natale nella piazza principale nel 1441, primato conteso da un’altra città baltica, quella di Riga, capitale della Lettonia, che afferma che il primo albero di Natale è stato in realtà ivi eretto nel 1510, tanto che ha posto una targa scritta in otto lingue per affermare quanto sostenuto. Dal baltico dove convivono le chiese luterane ed ortodosse, la tradizione dell’albero di Natale si è estesa anche in Russia e nei paesi dell’Est. Da tempo però, la stampa e la cultura dominante, stanno scristianizzando la valenza dell’albero di Natale, sempre più slegato al significato religioso e associato a mere mode consumistiche, cercano di darne una origine acristiana e se non addirittura pagana. Vero è che nelle religioni pagane antiche, tendenzialmente animiste, quale quella celtica degli antichi Druidi, l’albero era considerato un elemento sacro, come è anche vero che nella religione norrena (germanico-vikinga) era venerato l’albero Idrasil o Albero dell’Universo che congiungeva il regno dei morti (Helheim) con il regno degli Asi o divinità nordiche (Asgard) e che il culto veniva effettuato nei boschi sacri, sotto le sacre querce, ma lì non si festeggiava addobbando l’albero a festa, ma praticando rituali di sangue, denominati blot, a favore delle divinità, sacrifici effettuati in tutti i paesi germanici e del nord Europa.
Sotto le querce sacre, ove venivano consultate come oracoli le maghe veggenti dette volur, i sacerdoti, chiamati godi effettuavano sacrifici di animali, soprattutto cavalli e maiali, le cui carni venivano bollite in grandi pentoloni (vds. il pentolone usato dal druido Panomarix del villaggio gallico di Armorica, nelle storie di “Asterix”) ed il sangue, che credevano contenesse poteri magici, veniva asperso sulle case e sui guerrieri, pensavano desse loro forza. In detti rituali cruenti, conditi con grosse bevute di birra ed altre bevande inebrianti consacrate dai godi che portavano i partecipanti ad uno stordimento e ubriacamento per entrare così in contatto con gli Dei, o con gli Elfi (una sorta di geni che vivono nell’aria e nelle foreste) spesso venivano effettuati sacrifici umani. L’albero pagano pertanto non ha nulla in comune con quello cristiano del Natale, l’uno è collegato a rituali di sangue e di morte, mentre l’altro a rituali di vita e di luce. Le cronache dell’epoca narrano che San Bonifacio San Bonifacio(venerato sia dai cattolici, che dai protestanti, che dagli ortodossi) affrontò i pagani che si erano riuniti presso la “sacra Quercia del Tuono di Geismar” per effettuare dei sacrifici umano al fine di ottenere la benevolenza del Dio Thor – Dio del Tuono e figlio di Odino, Re degli Dei, e di Jord, dea della Terra, particolarmente venerato dai guerrieri germani, gridando: “questa è la vostra Quercia del Tuono e questa la croce di Cristo che spezzerà il martello del falso dio Thor” e con una scure colpì l’albero sacro. Un vento si levò all’improvviso facendo cadere l’albero, che cadendo si spezzò in quattro parti. Dietro l’albero stava un piccolo abete e San Bonifacio disse che l’abete, albero il cui legno veniva utilizzato per costruire le case, sarebbe diventato il nuovo albero sacro e, quale albero di pace, avrebbe sostituito la quercia simbolo di guerra e di crudeltà. L’abete, da portare nelle case come simbolo di amore e bontà fu associato dal Santo Vescovo Bonifacio a Gesù Bambino e nella notte di Natale veniva addobbato con candele accese.
L’albero di Natale ha pertanto un’origine e un significato completamente diverso ed opposto a quello degli alberi sacri delle religioni pagane, semmai può richiamare quell’albero della vita posto al centro del Giardino dell’Eden o paradiso terrestre, del quale ci parla la Bibbia nel libro della Genesi (2.9). L’albero di Natale, per i cristiani, ricorda pertanto l’albero del Paradiso e rappresenta simbolicamente la Croce di Cristo, Salvatore dell’umanità, come recitato nella prefazione della liturgia dell’Esaltazione della Santa Croce dove vengono pronunciate le seguenti parole: “Nell’albero della Croce tu hai stabilito la salvezza dell’uomo, perché donde sorgeva la morte di là risorgesse la vita , e chi dell’albero traeva vittoria, dall’albero venisse sconfitto, per Cristo, nostro Signore” a significare che Gesù è venuto su questa terra per riconciliare l’uomo con Dio e a tal fine, l’abete, sempreverde e che se anche reciso mantiene a lungo colore e profumo, rappresenta l’albero della vita eterna. Nel medioevo gli alberi di Natale, denominati anche “alberi del Paradiso”, oltre che con le candele, cominciarono ad essere decorati con mele (richiamo biblico all’albero della conoscenza ed al superamento con Gesù del peccato originale), ai quali furono successivamente aggiunte, anche noci, castagne e a porre ai piedi dell’albero, anche dei dolci fatti con latte e miele, quale richiamo biblico alla terra promessa, o altri biscotti e soltanto in epoca successiva anche altri regali. La tradizione dell’albero di Natale in Occidente è più recente di quella del presepe (tradizione iniziata da San Francesco d’Assisi nella città di Greccio nel 1223) e si è sviluppata soltanto nel XIX secolo. In America fu portata dai coloni protestanti già all’inizio della colonizzazione europea, mentre in Austria fu introdotta nel 1816 a Vienna la prima metà dell’ottocento dalla principessa tedesca Enriette Alexandrine Friederike Wilmine von Nassau-Weilburg, moglie dell’Arciduca Carlo, Duca di Teschen, famoso generale austro-ungarico che sconfisse Napoleone nella battaglia di Aspem-Essling e in Francia nel 1840 dalla duchessa di Orléans. Sebbene in Occidente l’albero di Natale, come tante tradizioni reimportate dall’America, è entrato nel costume, spesso più consumistico che religioso, di tutte le popolazioni europee, non molti sanno che la Chiesa Cattolica lo ha visto per molto tempo con sospetto, tanto che è stato definitivamente sdoganato soltanto nel 1982 da Papa Giovanni Paolo II che ha iniziato la tradizione di far mettere un albero di Natale in Piazza San Pietro. Non molti sanno che l’Italia è stata una delle prime nazioni a maggioranza cattolica dove è stata introdotta la tradizione dell’albero natalizio. Infatti il primo albero di Natale è stato addobbato a Roma nella seconda metà dell’ottocento per volere della Regina Margherita, l'amatissima moglie del Re Umberto I, resa famosa perché in suo onore i pizzaioli napoletani inventarono in suo onore la pizza Margherita (tipica pizza napoletana, condita con pomodoro, mozzarella, basilico, sale ed olio che ha certamente contribuito al riconoscimento della pizza napoletana come patrimonio culturale dell'umanità da parte dell'Unesco) ed il grande poeta Gesuè Carducci dedicò la celebre ode Alla Regina d'Italia. 

Filippo Ortenzi
Rettore Accademia Ortodossa San Nicodemo L'Aghiorita



martedì 16 ottobre 2018

Padre Athanasios diplomato in Liturgia Pastorale

Padre Athanasios, diplomato in Liturgia Pastorale
Nel suggestivo Monastero del Rul, sede primaziale della nostra Chiesa, Padre Athanasios il (al secolo Roberto Bertinetti) ha ricevuto, da S.E.R. Filippo Ortenzi, Rettore dell'Accademia Ortodossa San Nicodemo l'Aghiorita il Diploma in Liturgia in Liturgia Pastorale. Erano presenti Sua Beatitudine Alessandro I (al secolo Alessandro Meluzzi), Primate nonché Gran Cancelliere dell'Accademia e il corepiscopo e teologo Max Giusio, Preside della Facoltà: Ha mandato gli auguri anche il Segretario Generale mons. Cosma di Bari (al secolo Antonio Parisi)
Il neodiplomato ha presentato un'interessantissima Tesi avente ad oggetto: Cristianesimo e Ambiente ed effettuato una Lectio Magistralis sul tema dell'Ecologia del Creato che riportiamo:


In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta, le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acqua.
Così inizia il racconto biblico sulla creazione. Dal nulla Dio ha creato tutto. Dalla terra deserta Dio
ha creato ogni cosa per donarcela.

La Sacra scrittura prosegue ancora così:
“Poi il Signore piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che vi aveva plasmato. Il
Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare,
l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male- un fiume
usciva da Eden per irrigare il giardino, poi si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si
chiama Pison: esso scorre attorno alla regione di Avila, dove si trova l’oro e l’oro di quella terra è
fino; si trova pure la resina odorosa e la pietra d’onice. Il secondo fiume s chiama Ghicon: esso
scorre attorno a tutta la regione dell’Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di
Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.
Il racconto biblico narra che Dio pose l’uomo che aveva plasmato in mezzo al giardino perché lo
custodisse. Se noi applichiamo tale racconto al contesto dove viviamo, possiamo affermare che il giardino dell’EDEN è la terra dove viviamo, Dio ci ha posto affinché ci prendessimo cura di esso.
Dobbiamo quindi ricordare che la terra non è nostra appartiene a Dio. È Lui che ce l’ha affidata
affinché la custodissimo.
Enzo Bianchi, ex Igumeno del Monastero di Bose, nella relazione introduttiva del XX convegno di
Spiritualità Ortodossa, afferma con forza che la terra è creatura di Dio, l’uomo è creatura tratta dalla terra. Nella Genesi viene appunto narrato che Dio creò l’uomo con la polvere del suolo.
Anche gli animali sono plasmati dal suolo, dall’adamà, come l’uomo e subito portati all’uomo
perché avesse dato loro un nome.
Il più antico racconto della Creazione ci dice che il Signore Dio pose l’uomo in un giardino perché
lo coltivasse “Avad” e lo custodisse “shamar”
Il Patriarca di Mosca Kirill, afferma che l’uomo essendo stato creato ad immagine e somiglianza di
Dio, è pertanto chiamato a partecipare alla vita del creato, alla sua protezione ed alla sua custodia.
Sempre nel libro della Genesi, possiamo riscontrare come la benedizione che Isacco rivolge a
Giacobbe è estesa ai campi del mondo, questa raffigura quindi il Regno:“quando la creazione
liberata e rinnovata, produrrà l’abbondanza di ogni cibo grazie alla rugiada del cielo e alla fertilità
della terra”.
Questo tempo del Regno, una vita in una creazione liberata e ricca di frutti, offrirà un’ulteriore
occasione all’essere umano di essere educato nelle vie di Dio e di abituarsi a portare Dio, a
condividere la sua incorruttibilità e a ricevere la gloria del Padre.
Dio pertanto ci invita a ravvederci e a riconoscere il nostro comportamento verso la Creazione.
Vorrei quindi sottolineare quanto detto prima con un brano della lettera che l’Apostolo Paolo scrive
ai cristiani di Roma:
…la creazione soffre delle doglie del parto fino ad oggi, nell’attesa che anche lei sarà liberata
dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei Figli di Dio” (Rm 8,
22.21).
Con queste parole, l’Apostolo assicura che all’uomo sarà restituita la dignità, perduta nell’Eden, di
essere padre amorevole e signore di tutta la creazione.
Vorrei ora soffermarmi sul bellissimo cantico del Profeta Daniele che la Liturgia delle ore Bizantina
propone come ottavo cantico nell’ufficiatura del Mattutino nella Grande e Santa Quaresima, terrei a
proporlo per intero, visto la bellezza di questo inno:
Benedici il Signore, anima mia,

Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore, 
avvolto di luce come di un manto.
Tu stendi il cielo come una tenda, 
costruisci sulle acque la tua dimora,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento; 
fai dei venti i tuoi messaggeri,
delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.
Hai fondato la terra sulle sue basi,

mai potrà vacillare. 

L'oceano l'avvolgeva come un manto,
le acque coprivano le montagne. 
Alla tua minaccia sono fuggite,
al fragore del tuo tuono hanno tremato. 
Emergono i monti, scendono le valli
al luogo che hai loro assegnato. 
Hai posto un limite alle acque: non lo passeranno,
non torneranno a coprire la terra.
10 
Fai scaturire le sorgenti nelle valli

e scorrono tra i monti; 
11 
ne bevono tutte le bestie selvatiche
e gli ònagri estinguono la loro sete. 
12 
Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo,
cantano tra le fronde.
13 
Dalle tue alte dimore irrighi i monti,

con il frutto delle tue opere sazi la terra. 
14 
Fai crescere il fieno per gli armenti
e l'erba al servizio dell'uomo,
perché tragga alimento dalla terra: 
15 
il vino che allieta il cuore dell'uomo;
l'olio che fa brillare il suo volto
e il pane che sostiene il suo vigore.
16 
Si saziano gli alberi del Signore,

i cedri del Libano da lui piantati. 
17 
Là gli uccelli fanno il loro nido
e la cicogna sui cipressi ha la sua casa. 
18 
Per i camosci sono le alte montagne,
le rocce sono rifugio per gli iràci.
19 
Per segnare le stagioni hai fatto la luna

e il sole che conosce il suo tramonto. 
20 
Stendi le tenebre e viene la notte
e vagano tutte le bestie della foresta; 
21 
ruggiscono i leoncelli in cerca di preda
e chiedono a Dio il loro cibo. 
22 
Sorge il sole, si ritirano
e si accovacciano nelle tane. 
23 
Allora l'uomo esce al suo lavoro,
per la sua fatica fino a sera.
24 
Quanto sono grandi, Signore,

le tue opere!
Tutto hai fatto con saggezza,
la terra è piena delle tue creature. 
25 
Ecco il mare spazioso e vasto:
lì guizzano senza numero
animali piccoli e grandi. 
26 
Lo solcano le navi,
il Leviatàn che hai plasmato
perché in esso si diverta.
27 
Tutti da te aspettano

che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. 
28 
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono,
tu apri la mano, si saziano di beni. 
29 
Se nascondi il tuo volto, vengono meno,
togli loro il respiro, muoiono
e ritornano nella loro polvere. 
30 
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.
31 
La gloria del Signore sia per sempre;

gioisca il Signore delle sue opere. 
32 
Egli guarda la terra e la fa sussultare,
tocca i monti ed essi fumano. 
33 
Voglio cantare al Signore finché ho vita,
cantare al mio Dio finché esisto. 
34 
A lui sia gradito il mio canto;
la mia gioia è nel Signore.
35 
Scompaiano i peccatori dalla terra

e più non esistano gli empi.
Benedici il Signore, anima mia.
…” 1
Questo Salmo, a mio modesto parere, potrebbe essere di meditazione per tutti gli uomini che si
trovano a contatto della natura. ...








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