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giovedì 12 marzo 2020

Nuove Dispense di Liturgia Pastorale

Nuove Dispense di Liturgia Pastorale


Corso di Liturgia Pastorale
Sono state inoltrate ai corsisti le Dispense n. 6 e n. 7 del Corso di Liturgia Pastorale.
Aventi ad Oggetto:
Dispensa n. 6
Ø Le Benedizioni
Le benedizioni -nel Codex Canonum - Le benedizioni nei testi sacri - Le benedizioni nella vita della Chiesa -
Ø Le Benedizioni nella vita della Chiesa
Celebrazione delle benedizioni - i segni proposti nelle celebrazioni - Modo di unire
la celebrazione della benedizione con altre celebrazioni o con altre benedizioni -
Ø Benedizione delle Case
Rito della Benedizione della Casa (Breve - Pasquale - Ordinario) - Rito benedizione nuova casa (russo) -
Ø Benedizione della famiglia
*Benedizione della Famiglia (a casa - durante la Divina Liturgia - per la festa della Sacra Famiglia)


Dispensa n. 7
Ø Il Sacramento dell'Unzione degli infermi
Ø L'Unzione degli Infermi
Ø La Parabola del Buon Samaritano
Ø La guarigione dei malati nella religione ebraica
Ø Preghiera all'Angelo custode
Ø La Benedizione dei malati
Ø Letture e preghiere di guarigione
Ø Preghiere e benedizioni di guarigione
Ø I segni delle Benedizioni
Ø Preghiere contro le epidemie

Per aderite basta compilare il modellino ed effettuare un contributo volontario a favore della Chiesa Ortodossa Italiana sul Conto Corrente Bancario: UNICREDIT BANCA - C.C.B. 103887904 - intestato a Chiesa Ortodossa Italiana IBAN: IT59H0200805218000103887904 le persone che non hanno reddito o sono in difficoltà economiche offrano quello che possono. Oggetto: Contributo Corso Liturgia Pastorale.
Il contributo è richiesto per permetterci di stampare il materiale didattico ed i libri per la liturgia da fornire ai partecipanti al corso.

martedì 10 marzo 2020

L'Abominio della desolazione


L'Abominio della desolazione

L'evangelista Marco (MC 13,5-13) ci parla del periodo della persecuzione dei discepoli di Gesù:

"5 Gesù si mise a dire loro: “Guardate che nessuno v’inganni! 6 Molti verranno in mio nome, dicendo: “Sono io”, e inganneranno molti. 7 E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. 8 Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori. 9 Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro. 10 Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti. 11 E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. 12 Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte. 13 Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato."
Nelle profezie degli evangelisti e dei profeti si preannuncia che, prima della fine dei tempi, ci saranno periodi in cui le guerre saranno mondiali, i cristiani saranno perseguitati, il mondo sarà affetto da carestie (es. invasioni di locuste in Africa - vedi Apocalisse 9:1-12)  ed epidemie (coronavirus), verrà abbandonata la Vera Dottrina e sostituita con teologie d'origine anti-cristiana come quella gesuitica della liberazione che è diventata quella predominante nell'eretica chiesa bergogliana. Verrà sostituito il culto alla Santissima Trinità  con l'adorazione del Dio Mammona, uno e Quattrino, dove si rinuncia a difendere la vera Fede nel nome della difesa del business dell'accoglienza agli invasori afro-islamici. 
Durante il periodo della Grande tribolazione, secondo il Libro della Rivelazione (Apocalisse) scritto dall'apostolo Giovanni, Satana avrà quali alleati: la Meritrice, la Bestia e l'Anti-Cristo. La Meritrice è la falsa Chiesa che distoglie la vera fede contaminandola con lo spirito del mondo, è la commercializzazione del Cristianesimo e la sua trasformazione da via per la salvezza delle anime a mera organizzazione di carità, sembra il ritratto della Chiesa Catto-Comunista Vaticana. In Apocalisse 13 si parla della "Bestia" come una confederazione che guida le nazioni del mondo che bestemmiano contro Dio. Nel XX secolo, per la prima volta nella Storia dell'umanità si è costituito un governo mondiale retto per la stragrande maggioranza da paesi o laici, o islamici, o comunisti nella maggioranza dei quali i cristiani sono discriminati o perseguitati o, dove sono formalmente maggioranza, le loro idee sono bistrattate o derise: l'O.N.U. Subito dopo la Bestia si scatenerà l'Anti-Cristo che sarà un uomo che combatterà il cristianesimo con orde che diranno di agire in nome di Dio, questi nascerà in medio oriente e le sue truppe di fanatici anti-cristiani potrebbero essere quelle dell'Islam. 
In questi periodi difficili i cristiani debbono rimanere fermi nella fede, come ci ha insegnato San Paolo (2 Corinzi 6:1-12):
“Come collaboratori di Dio, vi esortiamo a non ricevere la grazia di Dio invano; poiché Egli dice: ‘Ti ho esaudito nel tempo favorevole, e ti ho soccorso nel giorno della salvezza’ Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!” 
Lo stesso San Paolo ci mostra quale saranno i segni della miscredenza e dell'abbrutimento e della degradazione umana (Rm. 1, 26-32):
"Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa."
Sempre San Paolo nella lettera a Timoteo (2Tm 4,3-5) esorta il cristiano a perseverare nell'evangelizzazione anche in un periodo dove la fede viene derisa e imperversa l'incredulità. Sembra un'epistola scritta per i tempi moderni:
 Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla Verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.”

I cristiani devono essere saldi nella Fede, un manipolo compatto di combattenti e di credenti, perché soltanto allora, quando, alla fine dei tempi, le armate celesti, guidate dall'Arcangelo  Michele sconfiggeranno Satana e le sue schiere, come predetto in (Apocalisse 12:7-9) otterranno la salvezza e la vita eterna, mentre, sempre San Paolo in  (1 Cor. 6,9-10) ci ricorda che: "né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio."

dott. prof. mons. Filippo Ortenzi

 Rettore Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita
tel. +39 0621119875b – cell. +39 3917065512

martedì 3 marzo 2020

Corso di Liturgia Pastorale - siamo alla IV Dispensa


Corso di Liturgia Pastorale 
siamo alla IV Dispensa


L'Accademia Ortodossa San Nicodemo l'Aghiorita e la Chiesa Ortodossa Italiana hanno promosso un  Corso di Liturgia Pastorale che consisterà nell'invio di dispense via pdf più materiale cartaceo.
Al termine del percorso formativo, oltre che un Diploma di partecipazione  i partecipanti, potranno (ve vogliono) accedere  all’ordine sacro del  Diaconato .

Per partecipare è necessario sottoscrivere e rimandare l'allegato modulo ed effettuare un versamento volontario (secondo le proprie disponibilità economiche) a favore della Chiesa Ortodossa Italiana sul conto:

Conto Corrente Bancario: UNICREDIT BANCA - C.C.B. 103887904 - intestato a  Chiesa Ortodossa Italiana IBAN:  IT59H0200805218000103887904 
Casuale: Contributo Corso Liturgia Pastorale.

Il contributo è richiesto per  permetterci di stampare il materiale didattico ed i libri per la liturgia da fornire ai partecipanti al corso.

Non appena pervenuta la richiesta di iscrizione  verranno inoltrate le Prime Quattro Lezioni del del Corso, comprendenti:

Lezione n. 1  

- Il Canone della Chiesa Ortodossa Italiana  
- La septuginta  
- Giuriurisdizione Canonica e Organizzazione Periferica della Chiesa Ortodossa Italiana 
- Lezione sul Padre Nostro 

Lezione n. 2 

- Il Clero e gli Ordini Sacri I Chierici (Clero – Ordini Sacri – Incardinazione -  Episcopato – Presbiterato) – i vescovi possono sposarsi? – Lettera di San Paolo Apostolo a Timoteo – Significato di alcune parole usate nella lezione  
-Il Diaconato e gli ordini minori  Diaconato – intervista sul Diaconato femminile – Ipodiaconato – Lettorato – Cantore - Accolito 
- I collaboratori del sacerdote  I collaboratori del sacerdote – il catechista – il sacrestano  + I Lettera di Clemente e Epistola di Barnaba

Lezione n. 3 

- Elezione e nomina dei membri del Clero  
- Dovere dei Chierici 
- Escardinazione 
- Perdita dello Stato Clericale Reductio ad statum laicalem 
- Dei diritti e delle pene La legge ecclesiastica – Obblighi e diritti dei fedeli – Le Sanzioni ecclesiastiche - Delitti  contro la fede, l’unità, la libertà e l’autorità della Chiesa 
– Delitti ecclesiastici specifici Sul matrimonio del Clero Se i Vescovi sono i successori degli Apostoli  perché Gesù li scelse prevalentemente tra gli uomini sposati – gli Apostoli

Lezione n. 4 

- Le Liturgie Nuovo Testamento - Tradizioni 
- L'Ortodossia Occidentale I Riti Occidentali 
- La Liturgia nella Chiesa Apostolica 
- La Liturgia - Storia delle Origini  
Divina Liturgia in Rito Gallicano Italico



dott. prof. mons. Filippo Ortenzi
 Rettore Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita
tel. +39 0621119875b – cell. +39 3917065512
                           

mercoledì 26 febbraio 2020

Santa Fotina la Samaritana

Santa Fotina la Samaritana

A tutti è nota il racconto della donna alla quale Gesù chiese da bere vicino al pozzo di Giacobbe, in Samaria (Giovanni 4: 5-42). Detta donna che fino a quel momento aveva condotto una vita peccaminosa rispose  alle severe ammonizioni di Gesù con sincero pentimento, fu perdonata e si è convertita alla fede cristiana. Conosciuta come   Photina, è stata una delle prime annunciatrici del messaggio evangelico tanto che la Chiesa Ortodossa  la chiama "apostolo" ed "evangelista". Rimasta in contatto con gli Apostoli, nel giorno di Pentecoste ricevette il battesimo, insieme alle sue cinque sorelle, Anatole, Photo, Photis, Paraskeve, Kyriake e ai suoi due figli, Photeinos e Giuseppe. Iniziò quindi una carriera missionaria, viaggiando in lungo e in largo, predicando la buona notizia della venuta del Messia, della sua morte e risurrezione.  Dopo aver predicato in Samaria. Fotina e suo figlio Giuseppe erano andati missionari a Cartagine e, successivamente si recarono a Roma, accompagnati da  diversi cristiani africani. Si narra che a Roma convertì al cristianesimo Domnina, figlia dell'imperatore Nerone, e che questo fu uno dei motivi per il quale l'imperatore, forse su pressione della moglie Poppea di religione ebraica (per il Talmud anche Nerone si era convertito all'ebraismo) iniziò a perseguitare i cristiani. Imprigionati dai soldati imperiali, subì il martirio insieme ai figli ed ai suoi discepoli.

Giovanni 4,5-42

5 Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6 qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7 Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». 8 I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. 9 Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. 10 Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11 Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? 12 Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». 13 Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». 15 «Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16 Le disse: «Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». 17 Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito"; 18 infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19 Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21 Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». 25 Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». 26 Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».

27 In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». 28 La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: 29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». 30 Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

31 Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32 Ma egli rispose: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33 E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?». 34 Gesù disse loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35 Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36 E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete. 37 Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete. 38 Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».

39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40 E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni. 41 Molti di più credettero per la sua parola 42 e dicevano alla donna: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

lunedì 17 febbraio 2020

Posizione della Chiesa Ortodossa Italiana su difesa della vita ed Aborto

Posizione della Chiesa Ortodossa Italiana
su difesa della vita ed Aborto


La Chiesa Ortodossa Italiana ritiene che, come da insegnamenti biblici, evangelici e conciliari (*1): “l'uomo è fatto ad immagine di Dio al momento del concepimento" la vita umana deve essere difesa fin dal concepimento.
Fedele agli insegnamenti divini per i quali «Dio non ha fatto la morte, né si rallegra per la fine dei viventi!» (Sap. 1, 13), dei comandamenti “crescete e moltiplicatevi” (Genesi 1,27) e “non uccidere”(Esodo 20) e della Didachè dove è detto chiaramente: «Tu non ucciderai con l’aborto il frutto del grembo e non farai perire il bimbo già nato» (Capitolo II,2) la Chiesa Ortodossa Italiana, nel solco della tradizione vetero e neotestamentaria condanna la pratica dell'aborto procurato e volontario (aborto) come peccato grave contro la morale e la fede cristiana ed equipara l'aborto procurato all'omicidio. Dal Canone 82  - Difesa della Vita ed Aborto del Corpus Canonum della Chiesa Ortodossa Italiana:
Comma 3) Parimenti sono condannate le pratiche atte a procurare la sterilità, pratiche già condannate da S. Agostino d'Ippona: «Talvolta questa crudeltà libidinosa o questa libidine crudele giungono a procurarsi delle pozioni che rendono sterili. Se il risultato non viene raggiunto, la madre estingue la vita ed espelle il feto che era nelle sue viscere, di modo che il bimbo muore prima d’esser vissuto o, se il bimbo viveva già nel seno materno, viene ucciso prima di nascere» (*2). E' peccato grave, pertanto,sopprimere la fertilità usando anticoncezionali perché viene negato il significato inerente alla sessualità matrimoniale e pregiudicato l'unione della coppia.
Comma 4) I fedeli della Chiesa facenti parte del personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie sono tenuti a sollevare l'obiezione di coscienza e chiedere di essere esonerati dal prendere parte agli interventi per l'interruzione della gravidanza in quanto pratica contraria al diritto alla vita dell'embrione.

Note

(*1- canone 91 del Concilio Trullano

(*2) S. Agostino d'Ippona - De nuptiis et concupiscentiis


dott. prof. mons. Filippo Ortenzi
 Rettore Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita
tel. +39 0621119875b – cell. +39 3917065512
                           



sabato 15 febbraio 2020

Parabola del Seminatore

Parabola del Seminatore
Icona del Cristo seminatore

La Parabola del Seminatore è una delle più note parabole di Gesù, in quanto presente su ben tre dei quattro Vangeli canonici, e nello specifico nei vangeli sinottici di Matteo (13,1-9 e 18-33) - Marco (4-1-20)  Luca (8,5-15). E' indirettamente citata dall'Apostolo Paolo nella lettera ai Corinti (1 Corinti 3,9-11) nonché in un Vangelo apocrifo, quello di Tommaso (Tommaso,9). In quest'ultimo la parabola è espressa in modo più sintetico:

Vangelo Tommaso,9
9. Gesù disse, “Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il centoventi per uno.”

In fondo pubblicheremo per esteso quanto scritto nei Vangeli ed anche da San Paolo che, pur non citando la parabola ad essa esplicitamente, a nostro modesto parere, si ricollega nella prima lettera ai Corinti. Evito comunque di fare un'esegesi della stessa in quanto credo che, in modo esaustivo, la stessa sia stata fatta dal nostro Padre tra i Santi, Giovanni Crisostomo al quale è stata intitolata la nostra piccola realtà accademica.

dott. prof. mons. Filippo Ortenzi

tel. +39 0621119875b – cell. +39 3917065512
email: accademia.ortodossa@gmail.com

Omelia di San Giovanni Crisostomo 
sulla parabola del Seminatore

Nella parabola del seminatore, il Cristo ci mostra che la sua parola si rivolge a tutti indistintamente. Come, infatti, il seminatore (del Vangelo) non fa distinzione tra i terreni, ma semina in tutte le direzioni, così il Signore non distingue tra il ricco e il povero, il saggio e lo sciocco, il negligente e l'impegnato, il coraggioso e il pavido, ma si indirizza a tutti e, nonostante che egli conosca l'avvenire, da parte sua pone in opera tutto, sì da poter dire: Che avrei dovuto far di più, non l'ho fatto? (Is. 5, 4).
Il Signore racconta questa parabola per incoraggiare i suoi discepoli ed educarli a non lasciarsi deprimere, anche se coloro che accolgono la Parola sono meno numerosi di quelli che la sperperano. Così avveniva per il Maestro stesso che, nonostante la sua conoscenza del futuro, non desisteva dallo sparger la semente. Ma, si dirà, perché mai buttarla tra i rovi, tra le pietre o sulla strada? Se si trattasse di una semente e d'un terreno materiali, sarebbe insensato; ma allorché si tratta di anime e della dottrina, l'operato è degno di approvazione. Giustamente si riprenderebbe il coltivatore che si comportasse in tal modo: la pietra non saprebbe farsi terra, la strada non può esser che strada e le spine, spine. Ma nella sfera spirituale non avviene lo stesso: la pietra può divenir terra fertile, la strada può non esser più calpestata dai passanti e divenir campo fecondo, le spine possono esser divelte per consentire al seme di germogliare senza ostacoli. Se ciò non fosse possibile, il seminatore non avrebbe sparso la semente come ha fatto. Se la trasformazione benefica non si è sempre avverata, ciò non dipende dal seminatore, ma da coloro che non hanno voluto esser trasformati. Il seminato re ha adempiuto il suo dovere, ma se si è sprecato ciò ch'egli ha dato, il responsabile non è certo l'autore di tanto beneficio...
Non prendiamocela pertanto con le cose in sé, ma con la corruzione della nostra volontà. Si può esser ricchi e non lasciarsi sedurre dalle ricchezze, viver nel secolo e non lasciarsi soffocare dagli affanni. Il Signore non vuoi gettarci nella disperazione, bensì offrirci una speranza di conversione e dimostrarci che è possibile passare dalle condizioni precedenti a quella della buona terra.
Ma se la terra è buona, se il seminatore è il medesimo, se le sementi sono le stesse, perché uno ha dato cento, un altro sessanta e un altro trenta? La qualità del terreno è il principio della differenza. Non è né il coltivatore né la semente, bensì la terra in cui è accolta. Conseguentemente, la responsabile è la nostra volontà, non la nostra natura. Quanto immenso è l'amore di Dio per gli uomini! Invece di esigere identica misura di virtù, egli accoglie i primi, non respinge i secondi e offre un posto ai terzi. Il Signore dà questo esempio per evitare a coloro che lo seguono di creder che, per essere salvi, basti ascoltare le sue parole... No, ciò non è sufficiente per la nostra salvezza Bisogna anzitutto ascoltare con attenzione la parola e custodirla fedelmente nella memoria. Quindi occorre alienarsi con coraggio per metterla in pratica.

San Giovanni Crisostomo


Dai Vangeli sinottici

Matteo 13,1-9

il seminatore e i diversi terreni
1 In quel giorno Gesù, uscito di casa, si mise a sedere presso il mare; 2 e una grande folla si radunò intorno a lui; cosicché egli, salito su una barca, vi sedette; e tutta la folla stava sulla riva. 3 Egli insegnò loro molte cose in parabole, dicendo:«Il seminatore uscì a seminare. 4 Mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada; gli uccelli vennero e la mangiarono. 5 Un'altra cadde in luoghi rocciosi dove non aveva molta terra; e subito spuntò, perché non aveva terreno profondo; 6 ma, levatosi il sole, fu bruciata; e, non avendo radice, inaridì. 7 Un'altra cadde tra le spine; e le spine crebbero e la soffocarono. 8 Un'altra cadde nella buona terra e portò frutto, dando il cento, il sessanta, il trenta per uno. 9 Chi ha orecchi oda».
Matteo 13,18-23
Spiegazione della parabola del seminatore
18 «Voi dunque ascoltate che cosa significhi la parabola del seminatore! 19 Tutte le volte che uno ode la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e porta via quello che è stato seminato nel cuore di lui: questi è colui che ha ricevuto il seme lungo la strada. 20 Quello che ha ricevuto il seme in luoghi rocciosi, è colui che ode la parola e subito la riceve con gioia, 21 però non ha radice in sé ed è di corta durata; e quando giunge la tribolazione o persecuzione a motivo della parola, è subito sviato. 22 Quello che ha ricevuto il seme tra le spine è colui che ode la parola; poi gli impegni mondani e l'inganno delle ricchezze soffocano la parola che rimane infruttuosa. 23 Ma quello che ha ricevuto il seme in terra buona è colui che ode la parola e la comprende; egli porta del frutto e, così, l'uno rende il cento, l'altro il sessanta e l'altro il trenta».

 Marco 4,1-20

Parabola del seminatore
1 Poi prese di nuovo ad insegnare in riva al mare; e una gran folla si radunò intorno a lui, tanto che egli, salito su una barca, vi sedeva stando in mare, mentre l'intera folla era a terra lungo la riva. 2 Ed egli insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nel suo insegnamento: 3 «Ascoltate! Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4 Or avvenne che mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada e gli uccelli del cielo vennero e la mangiarono. 5 Un'altra cadde in luoghi rocciosi dove non c'era molta terra e subito spuntò, perché non c'era un terreno profondo. 6 Ma quando si levò il sole fu riarsa; e poiché non aveva radice si seccò. 7 Un'altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. 8 Un'altra cadde in buona terra e portò frutto che crebbe, e si sviluppò tanto da rendere l'uno trenta, l'altro sessanta e l'altro cento». 9 Poi egli disse loro: «Chi ha orecchi da udire, oda!». 10 Ora, quando egli fu solo, coloro che gli stavano attorno con i dodici lo interrogarono sulla parabola. 11 Ed egli disse loro: «A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a coloro che sono di fuori tutte queste cose si propongono in parabole, 12 affinché: "Vedendo, vedano ma non intendano; udendo, odano ma non comprendano, che talora non si convertano e i peccati non siano loro perdonati"». 13 Poi disse loro: «Non comprendete questa parabola? E come comprenderete tutte le altre parabole? 14 Il seminatore è colui che semina la parola. 15 Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma dopo che l'hanno udita, subito viene Satana e porta via la parola seminata nei loro cuori. 16 Parimenti quelli che ricevono il seme su un suolo roccioso sono coloro che, quando hanno udita la parola, subito la ricevono con gioia; 17 ma non hanno in sé radice e sono di corta durata; e, quando sopravviene la tribolazione o la persecuzione a causa della parola, sono subito scandalizzati. 18 Quelli invece che ricevono il seme fra le spine, sono coloro che odono la parola; 19 ma le sollecitudini di questo mondo, l'inganno delle ricchezze e le cupidigie delle altre cose, che sopravvengono, soffocano la parola e questa rimane infruttuosa. 20 Ma quelli che hanno ricevuto il seme in buon terreno, sono coloro che odono la parola, la ricevono e portano frutto, chi il trenta, chi il sessanta e chi il cento».

 

Luca 8,5-15

5 «Il seminatore uscì a seminare la sua semenza; e, mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada: fu calpestato e gli uccelli del cielo lo mangiarono. 6 Un'altra cadde sulla roccia: appena fu germogliato seccò, perché non aveva umidità. 7 Un'altra cadde in mezzo alle spine: le spine, crescendo insieme con esso, lo soffocarono. 8 Un'altra parte cadde in un buon terreno: quando fu germogliato, produsse il cento per uno». Dicendo queste cose, esclamava: «Chi ha orecchi per udire oda!»9 I suoi discepoli gli domandarono che cosa volesse dire questa parabola. 10 Ed egli disse: «A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri se ne parla in parabole, affinché vedendo non vedano, e udendo non comprendano11 Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio. 12 Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati. 13 Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro. 14 Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità. 15 E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza.

Dalle lettere di San Paolo Apostolo

1 Corinzi 3:9-11 


Noi siamo infatti collaboratori di Dio; voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio.
10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come savio architetto io ho posto il fondamento, ed altri vi costruisce sopra; ora ciascuno stia attento come vi costruisce sopra
11 perché nessuno può porre altro fondamento diverso da quello che è stato posto, cioè Gesú Cristo.

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